• La Morte di Franca Sozzani l’icona della Moda

    28 dicembre 2016di Alex Pacifico
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La Morte di Franca Sozzani l’icona della Moda

Una vita intensa, piena di passioni. Una vita strappata alla vita da una malattia incurabile. Ci lascia così Franca Sozzani, con il ricordo di un’esistenza ammirabile e con la triste consapevolezza di una prematura dipartita. Ma non sarà la morte a scalfire il suo ritratto di donna forte e intelligente. L’esile signora della moda italiana, dagli occhi azzurro cielo e dalla fluente chioma bionda, continuerà a vivere nel cuore di quanti l’hanno amata e stimata, e nelle pagine della celebre rivista Vogue Italia, di cui è stata direttore responsabile dal 1988.

Parola d’ordine: rivoluzione.

Questo il termine più adatto per descrivere in breve l’esistenza di Franca. Questo il pass che le ha regalato il successo: l’asso nella manica che le ha consentito di sgretolare le false congetture ed i preconcetti di un sistema intero, del mondo borghese della moda. Lei, che la vita l’ha vissuta fino alla fine, ha seguito un unico credo: azioni e storie vere per sovvertire, istruire con l’esempio ed incoraggiare. In tutte le sue celebri interviste, infatti, sembra di assistere ad un cortometraggio emozionale e motivazionale, scandito da frasi solenni che richiamano all’attenzione, che fanno riflettere. Le sue parole, oltre a mantenere un invidiabile stile espressivo, suonano come i moniti di un mental coach vestito di griffe, grazioso ed inflessibile. Fiera di aver agito in nome di idee sane, proiettate sul palcoscenico della vita attraverso la parola scritta e l’impegno nel sociale, ha tramandato il suo pensiero. Ha espresso il suo parere, con fine e soffusa ironia, mentre, correndo il rischio, lo ha imposto. Il piglio autorevole lo ha sempre avuto, Franca. Non le è stato difficile ritenersi vincente e determinata, non assolutamente presuntuosa.

Una vita e una carriera da protagonista

La capacità di compiere gesti autentici per ottenere la fama, quella vera, ha caratterizzato tutta la vita di Franca e, ancor di più, la sua lunga e fruttuosa carriera. Licenza classica e laurea in Lettere con tesi in Filologia Germanica arricchiscono il suo bagaglio culturale. Un matrimonio finito troppo presto le regala un figlio, Francesco. Il desiderio di lavorare ed intraprendere la carriera di stylist la catapulta altresì nel mondo dell’editoria, della fotografia e della grafica giornalistica. Nel giro di qualche anno la sua vita viene travolta da una serie di successi: nel 1980 dirige Lei, nel 1983 le affidano la rivista Per Lui. È il 1988, tuttavia, ad incoronarla icona di stile ed eleganza: la direzione di Vogue Italia la consacra nel panorama della moda italiana ed internazionale. Di Franca, oltre alla sua ferrea dedizione al lavoro, sono rimaste esemplari, come mansioni in un ricco Curriculum Vitae, le sue campagne di denuncia sociale. Attraverso la bellezza femminile, con grande intuito e carattere, ha polemizzato contro il razzismo che permea il mondo della moda, contro la chirurgia estetica che denaturalizza il corpo femminile, contro l’inquinamento del pianeta e la magrezza a cui vengono indotte le modelle. Un mondo autentico quello di Franca, guida creativa, descritto con poesia nel film che il figlio le ha dedicato “Franca: Chaos and Couture”. In un certo senso, anche attraverso la sincerità di questa pellicola, la signora che ha saputo anticipare stili e mode, continuerà a dettare tendenze per l’eternita.
Un abbraccio infinito ad una donna che ha saputo leggere e leggermi profondamente.

Buon viaggio Franca

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